Dietro la parola “caporalato” ci sono volti, storie, braccia piegate sotto il sole, ghetti nascosti, viaggi pagati a caro prezzo, silenzi che fanno comodo. Non è un fenomeno del passato, non è lontano da noi. Attraversa le nostre campagne, le nostre filiere, le nostre città. E interroga la nostra coscienza di cittadini. Non è solo sfruttamento. È la negazione dell’uomo.
Come Associazione Città dell’Uomo – APS sentiamo il bisogno di non girarci dall’altra parte e di guardare a questo dramma per quello che è: non solo un reato, ma una ferita umana, sociale, culturale ed economica.
Introdotti da un racconto dialettale di Pietro Capurso: La Pugghie accompagnato con la chitarra di Mauro Capurso, abbiamo ascoltato le voci di coloro che su questo tema non hanno mai abbassato lo sguardo. Michele Emiliano – magistrato, già Presidente della Regione Puglia, oggi Consulente giuridico sul caporalato della Commissione d’inchiesta al Senato per la sicurezza sul lavoro. Conosce il fenomeno dal punto di vista giuridico, istituzionale e umano, e il complesso intreccio tra lavoro, legalità e diritti negati. Giuliano Foschini – giornalista e inviato de “La Repubblica”, una delle firme più autorevoli che ha raccontato il caporalato in Puglia e nel Mezzogiorno, dando voce a chi voce non ha, entrando nei ghetti, seguendo le inchieste giudiziarie e smontando l’ipocrisia di un sistema che regge sullo sfruttamento. Il loro racconto a tratti drammatico ha comunque aperto elementi di speranza, ovvero la fiducia nelle nuove generazioni più consapevoli, per nulla disposte ad accettare condizioni di lavoro non conformi alle aspettative e alle competenze conseguite e non rispettose della dignità del lavoratore.
